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30 Maggio 2022 ~ 0 Comments

Organizzazione formale e reale nella PPAA

Proviamo ad analizzare come funziona il nostro sistema amministrativo in due ambiti problematici noti a tutti: acqua e formazione.

Il tema dell’acqua è di crescente attualità, poiché i cambiamenti climatici (meno neve e più bombe d’acqua) richiedono interventi urgenti per la riorganizzazione dei flussi idrici, dalle sorgenti alla foce dei fiumi. Il tema della formazione è altrettanto importante, poiché la forbice tra domanda e offerta di lavoro si allarga, ed è indispensabile riorganizzare la filiera educativa, per aiutare i ragazzi a costruirsi una solida identità personale e professionale.

Tutti d’accordo. Su questi temi non c’è differenza politica o di schieramento. C’è invece il problema dell’assurda divisione di compiti tra apparati della PPAA. Una ridda di organizzazioni diverse, ognuna specializzata in uno specifico segmento della catena, tutte pubbliche, che non parlano tra di loro, poiché rispondono solo alle norme di legge. 

E cosa sono le norme di legge, nell’amministrazione di funzioni operative e attività produttive della PPAA? Sono l’equivalente dell’organizzazione “formale”, rigida e inefficiente, un tempo sovrana nelle aziende industriali (quelle di Fantozzi, tanto per intenderci), che è stata sostituita da architetture “lean”, adeguate agli obiettivi e ai risultati, orientate al mondo dell’organizzazione “reale”.

Perché nella gestione dell’acqua, continua invece a valere la logica dell’organizzazione “formale”, della rigida divisione di compiti tra agenzie e uffici che non si parlano e si occupano solo di un pezzo della filiera, senza curarsi del risultato finale, vale a dire il dissesto idro-geologico, le inondazioni periodiche e la siccità ingestibile quando l’acqua è… scappata? Perché nella gestione dell’istruzione pubblica e della formazione, continuano a operare enti e istituzioni distinte, ognuna delle quali si occupa di una parte soltanto dell’educazione dei giovani, e non si cura, invece, del risultato finale, vale a dire lo sbandamento di una quota crescente di alunni e l’impossibilità per le imprese di trovare personale adeguato? 

Questa è una domanda alla quale i politici non sanno rispondere, poiché sono totalmente incompetenti in materia di organizzazione. I dirigenti e i dipendenti si nascondono dietro il dito dell’organizzazione “formale”, trovando sempre il modo di scaricare il barile su altri. 

Ecco spiegato perchè la PPAA non raggiunge gli obiettivi che la stessa politica le assegna, in nome e per conto dei cittadini. Senza che alcuno tenti di avvicinare organizzazione “formale” e “reale”, per migliorare lavoro e risultati. 

Il sistema sopravvive a sé stesso, perché nessuno propone innovazioni concrete nell’organizzazione del lavoro. Anche nella nostra regione, all’interno della quale un briciolo di cultura organizzativa ancora persiste.

© Quotidiani Gruppo Editoriale L’Espresso (30 Maggio 2022)

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