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05 Febbraio 2019 ~ 0 Comments

Analisi costi-benefici inutile per una classe dirigente senza visione

La discussione sulle infrastrutture e l’applicazione indiscriminata del calcolo costi-benefici a tutti i tipi di scelta pubblica, mettono in chiara evidenza i limiti di una classe dirigente senza visione. E di un popolo senza istruzione e senza cultura, che non è in grado di valutare le scelte pubbliche.

Anche nella PPAA sono possibili grandi innovazioni, ma quasi mai dipendono dall’applicazione di procedure e calcoli ragionieristici. Giusto evitare gli sprechi, ma è illusorio (come il codice Cantone sta dimostrando) pensare che ogni decisione debba essere sottoposta a un iter burocratico che pre-veda l’impre-vedibile. Solo gli sciocchi pensano che la scienza interpreti il futuro.

Quali sono gli effetti positivi e negativi dell’alta velocità tra Milano e Roma? Oggi si possono vedere, prima dell’opera no. Il crollo dei voli Alitalia, tra Milano e Roma non era stato previsto dai calcoli degli amministratori pubblici, così come i benefici per i cittadini che vivono lungo la metropolitana d’Italia e che dispongono oggi di un bacino di lavoro molto più ampio.

Quali sono gli effetti positivi e negativi delle rotatorie che hanno sostituito i semafori e le code, si può vedere oggi, ma non era chiaro prima dell’investimento su queste piccole, ma preziose infrastrutture. Costano molto più dei vecchi semafori, ma garantiscono effetti positivi incalcolabili, in termini di tempo risparmiato, produttività del lavoro, riduzione degli incidenti e degli interventi di emergenza. E non c’è un genio nascosto che le ha inventate e che si arricchisce alle spalle dei cittadini come la vulgata popolare tende a far credere.

L’Italia ha un grande bisogno di visione e di innovazione. E soprattutto di amministratori che sappiano assumersi la responsabilità delle proprie scelte e delle proprie decisioni, a rischio. In modo trasparente, davanti agli elettori, senza nascondersi dietro procedure che assolvono da eventuali errori.

Sono la storia e il popolo a stabilire, necessariamente ex-post, i danni o i benefici delle scelte collettive.

Marco Ponti dice che lui “conta solo i fagioli della TAV” e che la responsabilità di ogni decisione è dei politici. Ammetta pubblicamente che l’analisi costi-benefici gli consente solo una bozza di valutazione ex-ante e che solo la comparsa effettiva dell’artefatto nuovo (la Torino-Lione in questo caso) cambierà il mondo e le decisioni degli utenti. Prima, può solo dire se c’è pressione lungo la linea oppure un vuoto pneumatico come quello che avvolge la Valdastico Sud. Poi saranno gli italiani-europei a decidere come usare la tratta per maggiore integrazione.

Senza una conoscenza chiara del rapporto tra infrastrutture e sviluppo, ma anche senza una visione dell’Europa, si resta prigionieri di una ragioneria stupida.

© Quotidiani Gruppo Editoriale L’Espresso (Martedì 5 Febbraio 2019)

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