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28 ottobre 2018 ~ 0 Comments

Riforma Fornero e contro-riforma. Le contraddizioni in seno al popolo

In questi giorni Elsa Fornero sta presentando il suo libro (Chi ha paura delle Riforme) in diversi incontri, con gli studenti dell’Università di Padova e con gruppi di cittadini interessati ai temi di attualità. Fedele al proprio ruolo “tecnico”, ma senza nascondere la propria visione politica e culturale, l’ex-ministro del lavoro sostiene una tesi molto semplice: o le riforme vivono nella società, sono interiorizzate dai cittadini, oppure durano lo spazio di un mandato elettorale e vengono spazzate via. E’ il popolo che decide se vuole cambiare davvero.

I cittadini e gli studenti presenti agli incontri hanno manifestato grande interesse per questa tesi e hanno sollevato, nei loro interventi, la questione chiave che rende la riforma Fornero un passaggio critico della vicenda italiana. A favore della riforma si schierano coloro che accettano la necessità di far quadrare i conti (anche solo quelli tra pensione erogata e contributi versati) e vogliono ristabilire un minimo di uguaglianza tra generazioni (chiamiamoli pure “buonisti” obtorto collo). Contro la riforma si schierano tutto coloro che difendono o pretendono di avere una rendita o un privilegio, per quanto piccolo, e non sono disponibili a essere solidali con gli altri (chiamiamoli pure cattivisti convinti). Questi ultimi sono la maggioranza in seno al popolo oggi.

Lo ha detto esplicitamente un imprenditore, presente all’incontro organizzato da Guanxinet a Valdagno. “Cara Fornero, sono nato nel ’54 e ho subito gli effetti negativi della sua riforma. So quanto sia importante far quadrare i conti e accetto il sacrificio che mi è stato chiesto, anche se mi crea un danno. Non ce l’ho con lei. Ce l’ho che gli altri italiani che continuano a difendere i privilegi acquisiti, negli anni del sistema retributivo, degli scivoli e degli scaloni. Non lei, ma altri italiani negano oggi la solidarietà. Questo mi pesa più del sacrificio.”

Mi sembra un’osservazione degna di nota, che suona come una critica radicale alla Manovra del Popolo. Danneggiare “simbolicamente” i precettori dei privilegi più spudorati (pensioni d’oro), ma continuare ad alimentare divisioni, tra fortunati e sfortunati in seno al popolo, è veramente diabolico. In questo il presente governo non si discosta dai precedenti, della Prima e della Seconda Repubblica.

Già la natura, la classe sociale, la competizione di mercato distribuiscono in modo ineguale le risorse e le opportunità tra cittadini. Se anche lo Stato, che abbiamo creato apposta per re-distribuire le risorse e le opportunità, crea divisioni, allora viene meno la base di qualsiasi riforma.

“Le élite devono svolgere una funzione educativa: spiegare al popolo il senso del cambiamento.” dice la Fornero. Non sono d’accordo. Non credo che il popolo italiano non abbia capito. Ha scelto consapevolmente da che parte stare. Contro lo Stato e contro le riforme, a prescindere.

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