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29 settembre 2018 ~ 0 Comments

Il populista e la matematica

In una notte i margini di manovra, faticosamente guadagnati dalle dichiarazioni rassicuranti di Tria e Conte, sono stati buttati al vento dalle improvvide pretese del popolo somaro, bocciato in matematica.

L’OCSE dice che i conti non tornano? E’ un potere forte che nasconde la verità! Il ragioniere capo dello Stato dice che non ci sono soldi? Lo sostituiamo. L’OMS vuole i vaccini? E noi non li facciamo! Il maestro rifila un 4 in matematica al nostro figlio prediletto? Gli diamo una passata. Ai poteri forti, alle élite burocratiche e intellettuali, sappiamo noi come insegnare l’educazione!

La logica seguita dal popolo del cambiamento, in questa prima fase del governo giallo-verde, rivela aspetti sconcertanti. Visto che i governi della Prima e della Seconda Repubblica, nonché le istituzioni sovranazionali di tutte le latitudini, hanno solo raccontato balle ai cittadini, adesso i cittadini, diventati popolo di governo, si sentono liberi di affermare la propria verità contro ogni millanteria amministrativa, tecnica e scientifica. Prima noi!

Nelle scuole, negli ospedali e anche in molti settori dell’economia. Il popolo applaude Di Maio che zittisce il ministro Tria. “Non ci sono soldi? E’ compito del Tesoro trovarli, nelle pieghe del bilancio. I bisogni degli italiani non possono aspettare! E chissenefrega dello spread. Spiegheremo ai mercati che la Manovra del Cambiamento abolirà, per legge, la povertà!”

C’è una mutazione genetica nella cultura politica, propria di quest’epoca populista. L’onda anti-sistema si trasforma in anarchia istituzionale di massa.

In questo contesto va in pezzi non solo il governo, ma la reputazione stessa dell’Italia nel mondo. Pur con tutti gli aggiustamenti introdotti da Mattarella, incluso Tria, il contratto giallo-verde aveva mostrato segni di incompatibilità con le risorse disponibili, fin dalla sua nascita. Non a caso lo spread (vale a dire il termometro internazionale che, al di là dei dettagli tecnici, misura la fiducia nell’Italia) era salito di molto proprio nel momento in cui il programma di governo era stato reso pubblico.

Poi si è sparsa la voce che tale programma sarebbe stato attuato all’italiana e i mercati si sono tranquillizzati.

Adesso però che i rappresentanti del popolo tornano all’attacco, secondo la logica descritta in questo articolo, l’allarme dei mercati torna a salire.

Se il popolo somaro, bocciato in matematica, propone una manovra da Paese dei Balocchi, è difficile trovare la fata Turchina disponibile a salvarlo. La febbre (lo spread) sale inesorabilmente.

A perdere la fiducia dei mercati, il 28 settembre 2018, non è il gruppo di governo. E’ il popolo italiano.

 

© Quotidiani Gruppo Editoriale L’Espresso (Sabato 29 Settembre 2018)

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