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06 gennaio 2018 ~ 0 Comments

Greater Veneto Authority

La questione territoriale evocata sui giornali del Gruppo L’Espresso nel Veneto (Mattino di Padova, Tribuna di Treviso e Nuova Venezia) da Giancarlo Corò, il rapporto centro-periferia, come priorità politica in Italia e in Europa, riguarda anche il Veneto. Le prossime elezioni nazionali e amministrative non devono distrarci da un tema chiave per il futuro delle nostre imprese e dei nostri distretti.

Il territorio del Veneto è uno spazio metropolitano di fatto, composto da due quartieri con esigenze complementari: il quartiere pedemontano, con elevata intensità di sviluppo manifatturiero, e il quartiere dei capoluoghi, con elevata intensità di lavoro nei servizi. Questi due quartieri potranno continuare a essere attrattivi e a svolgere funzioni di supporto all’innovazione, solo se saranno oggetto di una programmazione regionale esplicitamente metropolitana, finalizzata a farli diventare unità amministrative più compatte.

Per dare al sistema manifatturiero, ma anche ai nuovi flussi turistici e di investimento immobiliare, condizioni moderne di attrazione, il Veneto non può mancare l’appuntamento con la costruzione di infrastrutture amministrative adeguate. Pena una progressiva perdita di competitività nei confronti di Milano e la cessione di ruoli e competenze ad altre aree che sono riuscite finora a centrare l’obiettivo, sia pure in situazioni di emergenza. Milano ha già assorbito buona parte delle funzioni di rappresentanza esterna del sistema Italia (Expo, Fiera, Giornate della Moda), ma anche Bologna sta consolidando un ruolo leader nella motoristica avanzata, nella meccatronica e nell’industria alimentare (in particolare con il recente progetto FICO).

Il Veneto, per parte sua, continua a essere capitale nazionale del turismo, con Venezia al primo posto nella graduatoria delle città metropolitane che catalizzano nuovi flussi globali, ma non è ancora in grado di organizzare le funzioni di attrazione degli investimenti. Downtown Venice (l’area dei capoluoghi) non è stata finora un volano integrato di crescita per il Venice Manufacturing District (l’area pedemontana), non ha saputo intrecciare la propria visibilità mondiale e i propri servizi di eccellenza con le nuove esigenze dell’ospitalità d’impresa, il co-working e lo sviluppo di competenze e infrastrutture 4.0, cruciali in “periferia”.

 

 

L’apertura ormai prossima della nuova arteria pedemontana potrà dare un contributo rilevante al rinnovamento e alla rigenerazione del territorio che fu delle città impresa. Ma non può, da sola, costruire la densità di servizi e di interazioni che serve a dare nuova identità e specializzazione alla periferia produttiva dello spazio metropolitano veneto (e delle Venezie!).

Per ottenere questo risultato, oltre ad una efficace trattativa con Roma, è indispensabile la creazione di un’intesa programmatica ampia, che unifichi territori e aree vaste del Veneto che si candidano a superare la logica provinciale e dei distretti.

Nel 2018 sarebbe dunque opportuno mettere all’ordine del giorno la costituzione di qualcosa che assomigli alla Greater London Authority, l’agenzia di sviluppo che ha favorito l’integrazione dei municipi londinesi. Questa sarebbe un’infrastruttura organizzativa utile, capace di aumentare davvero l’efficienza degli investimenti privati e delle risorse pubbliche disponibili.

 

© Quotidiani Gruppo Editoriale L’Espresso (Sabato 6 gennaio 2018)

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