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25 novembre 2017 ~ 0 Comments

La nuova frontiera dell’ospitalità nell’Alto Vicentino e nell’area pedemontana veneta

La Fondazione Palazzo Festari ha realizzato una ricerca sui flussi di ospitalità legati alle attività manifatturiere dell’Alto Vicentino.

La ricerca conferma, innanzitutto, che l’Alto Vicentino, come del resto l’intera area del Venice Manufacturing District pedemontano, è una grande piattaforma di co-working, frequentata quotidianamente da migliaia di clienti, fornitori e tecnici di tutto il mondo.

La ricerca mostra, inoltre, che esistono margini rilevanti di miglioramento dei servizi di ospitalità per i visitatori che ci raggiungono per affari e per lavoro, ma sono affascinati dalla nostra cultura e dal carattere specifico del nostro territorio.

Questi visitatori, quando arrivano da noi, cercano conferme non soltanto della qualità dei nostri prodotti e delle nostre imprese, ma anche della capacità del nostro territorio di rimanere attraente, alternativo alle grandi metropoli.

Sono “ospiti di riguardo”, che cercano competenze tecniche specifiche, ma anche un “calore umano” che è sempre più difficile trovare altrove.

Conoscono le Venezie come un territorio caratterizzato da elevati standard di vita, che resistono nei secoli. Ne riconoscono la capacità di rispettare le tradizioni, sia pure all’interno di processi di modernizzazione accelerata. Ne apprezzano la capacità di livellare le differenze sociali. Non si aspettano di incontrare situazioni di degrado, ghetti im-popolari e banlieue, nodi di traffico iper-congestionati o “pericolosi”, servizi “senza qualità”.

Questi viaggiatori ci raggiungono, soprattutto per obiettivi di business, ma vogliono essere rassicurati del fatto che il nostro territorio è quello di sempre (dei dogi, delle città stato, degli architetti visionari come Palladio) e consente ancora oggi esperienze memorabili impossibili altrove: serate in villa, teatri accoglienti, conversazioni davanti al caminetto, buona musica, piatti invitanti e un bicchiere di Torcolato in mano. Naturalmente pretendono nuovi servizi, senza sbavature, allineati ai livelli internazionali di qualità logistica e comunicazione, pagamento, sicurezza, che il loro status (appunto, di ospite di riguardo) esige.

Per dare un’idea di quale sia la dimensione del fenomeno, basti dire che le 36 aziende del primo campione intervistato accolgono annualmente quasi 5000 ospiti di riguardo. Parliamo di ospiti che vengono da lontano e restano nell’Alto Vicentino almeno una notte (e nel 46% dei casi 2 o 3).

La ricerca, condotta in collaborazione con CISET Università Ca’ Foscari, l’OGD Pedemontana Veneta e Colli e Confindustria Vicenza – Raggruppamento Alto Vicentino, mette in evidenza come l’ospitalità manifatturiera sia una risorsa strategica del nostro territorio su cui dobbiamo investire” dichiara Paolo Gurisatti, presidente della Fondazione Palazzo Festari.

Questo è un primo risultato di rilievo, esplorato nei dettagli, grazie a interviste in profondità con gli operatori.

Le imprese industriali sono costantemente impegnate nella gestione diretta dei loro ospiti e ritengono i servizi “esterni” ancora insufficienti rispetto alle loro esigenze, che sono in parte diverse da quelle del turismo tradizionale, anche di lusso” sottolinea Michela Pettinà, ricercatrice del CISET Ca’ Foscari, curatrice della ricerca.

E questo è un secondo risultato di rilievo, che apre a nuove prospettive di collaborazione tra industria e servizi nel territorio dell’Alto Vicentino.

Da questi risultati nasce l’esigenza non solo di studiare più a fondo il fenomeno dell’ospitalità collegata all’industria, nell’intera area pedemontana veneta, ma anche di progettare azioni di miglioramento dei servizi territoriali, attraverso la formazione di imprese e risorse umane dedicate” osserva Nazzareno Leonardi, coordinatore dell’OGD Pedemontana e Colli.

Sembra, ad esempio, che i “viaggiatori di riguardo” interpretino già oggi il nostro territorio regionale come un sistema unico, metropolitano: di giorno cercano le aree industriali del quartiere manifatturiero (pedemontano), di notte si spostano verso Venezia o il centro storico di qualche capoluogo, per godere di un insieme di esperienze memorabili “venete” (mostre d’arte, passeggiate tra palazzi e monumenti da fotografia, caffè, piccoli concerti, gelati artigianali e specialità alimentari ed enologiche di rango).

Questo significa che esistono spazi di investimento su sistemi di logistica e trasporto integrati, oltre che sulla valorizzazione dei luoghi che costituiscono il patrimonio storico delle nostre città impresa e delle zone collinari.

Su questi temi i promotori della ricerca ritengono sia doveroso intervenire con un progetto ampio, magari finanziato dalla Regione Veneto, che metta insieme il punto di vista dell’industria con quello delle imprese di servizio (pubbliche e private) cui è affidata la cura del “contesto” e del “paesaggio”.

 

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