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18 aprile 2017 ~ 0 Comments

Pedemontana e sviluppo nel Veneto Centrale

La Pedemontana a scorrimento veloce costituisce un’opera di fondamentale importanza per lo sviluppo del Veneto. In primo luogo perché consente ai territori con una maggiore concentrazione manifatturiera di uscire dall’isolamento cui sono sottoposti, ormai, da troppo tempo. In secondo luogo perché la creazione di un anello autostradale efficiente, attorno al cosiddetto Veneto Centrale, pone le premesse per il rilancio di un serio e moderno progetto di sviluppo e di riposizionamento del nostro territorio.

Fino ad oggi lo spazio del Veneto è stato concepito come una serie di spicchi verticali, affiancati l’uno all’altro da est a ovest, senza connessioni. Spicchi provinciali autosufficienti, composti da un capoluogo, al centro, toccato da infrastrutture moderne di trasporto e destinatario di fondi per cultura e formazione, una periferia industriale a nord, lasciata alla dinamica delle città impresa, e una zona agro-turistica a sud, poco servita e poco organizzata. Niente dialogo inter-provinciale. Niente regione!

Questo modello ha fatto il suo tempo e deve essere sostituito da qualcosa di più moderno ed efficiente. La Fondazione Palazzo Festari ha proposto, ad esempio, di ragionare su due quartieri, trasversali est-ovest, capaci di trasformare lo spazio regionale in un grande sistema metropolitano.

Un quartiere manifatturiero a nord (il Venice Manufacturing District), lungo l’asse della futura Pedemontana, e un quartiere di servizi a sud (Downtown Venice), lungo l’asse autostradale e ferroviario già esistente. In mezzo può nascere quella che Paola Viganò e altri urbanisti hanno chiamato Urbs in Horto, un’area verde coltivata, ben strutturata dal punto di vista logistico, con infrastrutture di mobilità su ferro e su due ruote. Proprio la Festari ci ricorda che nel quartiere a nord, su 100 nuovi posti di lavoro creati negli ultimi anni, 60 sono collocati nella manifattura, mentre nel quartiere a sud ben 90 sono collocati nei servizi (avanzati).

In questa situazione la Pedemontana rappresenta un intervento necessario allo sviluppo manifatturiero e la premessa per una nuova integrazione regionale.

 

 

 

 

 

 

Ci sono dei costi da affrontare? Può essere, ma guardiamo avanti e pensiamo ai benefici. Cambiamo la geografia, l’amministrazione e il ruolo del Veneto in Europa. Il resto verrà.

Il prelievo IRPEF, se finalizzato a un investimento strategico come la Pedemontana e accompagnato da un disegno metropolitano innovativo, può generare, grazie a una nuova attrattività del Veneto, un aumento della base imponibile e dunque a una possibile riduzione futura delle aliquote.

Non dobbiamo preoccuparci se, per una volta, il prelievo fiscale è indirizzato a un investimento produttivo. Il sondaggio Demos ci mostra divisi, all’interno di tutti gli schieramenti. Ma cerchiamo di ragionare con la testa. Dobbiamo vigilare sulle scelte della politica, ma anche tornare a guardare ai fondamentali della nostra economia.

 

Pubblicato su Il Gazzettino del 18 aprile 2017 (© Il Gazzettino)

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