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19 ottobre 2016 ~ 0 Comments

I debiti del Nordest

Il futuro del Nordest è zavorrato da tre tipi di debito: debito pubblico, debito privato e debito ambientale.

La ripresa c’è, anche se lenta, e il modello manifatturiero trainato dalle esportazioni garantisce al nostro territorio un fattore di crescita superiore al resto del paese. Per questa ragione molti insistono sull’idea di autonomia, altri sulla necessità che il cosiddetto Veneto Centrale, cuore pulsante del Nordest, diventi un’area metropolitana integrata e smart, con infrastrutture e istituzioni amministrative analoghe a quelle di Londra.

Tuttavia, la crescita futura è condizionata dall’esigenza di aumentare la produttività dei fattori territoriali a un livello tale da consentirci di ridurre tre importanti fattori di debito che abbiamo accumulato nel tempo.

Il primo è il debito ereditato dagli investimenti pubblici a bassa produttività. Anche a Nordest c’è stato un eccesso di spesa corrente e un insieme di investimenti che, per la scala troppo piccola o l’incauta progettazione, faticano a generare il reddito necessario a ripagarli. Quanto accaduto al MOSE, i problemi della Pedemontana, la Valdastico Sud, le difficoltà di sviluppo di molte utility regionali continueranno a pesare sui nostri conti personali, indipendentemente dal futuro del sistema paese, anche in caso di indipendenza totale del Veneto.

Il secondo è il debito ereditato dalla cattiva gestione del risparmio e degli investimenti privati. E’ infatti vero che il nostro sistema industriale resiste e continua a generare nuove imprese dinamiche e nuove attività produttive. Tuttavia, negli anni di crisi, ha bruciato parecchi miliardi di risorse private, con il sistema delle popolari ad esempio, che sono solo in parte coperti da capitali esterni, come quelli del Fondo Atlante. Le cosiddette sofferenze del sistema bancario sono debiti regionali che dovremo ripagare nel tempo.

Il terzo è il debito ambientale ereditato da oltre 150 anni di sviluppo industriale e di sperimentazione tecnica nei nostri distretti. Anche questo debito, va ripagato e risolto. Altrimenti non sarà più possibile continuare a produrre e muoversi in un territorio saturo di sostanze inquinanti.

inquinamento

 

 

 

 

 

 

Per affrontare questi importanti debiti ereditati, che gravano sul nostro sviluppo futuro, è necessaria molta ricerca e un sostanziale cambio di prospettiva politica e culturale. Non possiamo sperare che i debiti accumulati negli anni possano essere dissolti da qualche azione di responsabilità o dai miracoli di Industria 4.0

 

Pubblicato su Il Giornale di Vicenza del 18 ottobre 2016 (© Il Giornale di Vicenza)

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